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Langolo del sommelier

 

 acura di Massimo Migliorini

Cosa succede in Italia

Nell’Ultimo ventennio in Italia si è avuto un cambiamento nel mondo del consumo del vino, ovvero un ribasso delle quantità consumate e una tendenza verso la qualità. I consumi dei vini DOC sono aumentati di molto negli ultimi anni. Si è registrata dopo lo scandalo del metanolo un vero  e proprio fenomeno di rilancio dei vini, puntando verso la qualità. L’avventura di produttori del calibro di Antinori ha fatto da esempio per tutti, perché ha cercato di seguire la strada dei vini di Bordeaux che da sempre è la Capitale mondiale di vini di qualità. Dopo il grande successo di vini come il Tignanello, Sassicaia, vini di Angelo Gaya c’è stata una corsa verso la qualità.

La qualità in enologia è innanzitutto intesa come l’abbassamento delle rese per ettaro e lo studio approfondito del microclima e dei sistemi di coltivazione della vite e il giusto affinamento dei vini che ha portato oggi alla moda della barrique di rovere. Questi ed altri studi minuziosi sono eseguiti da viticultori ed enologi, figure diventate fondamentali per il mondo del vino ed oggi famosi quasi come star della televisione.

Oggi in Italia si trovano produttori di livello nazionale ed internazionale in tutte le regioni (almeno un paio per regione) un fenomeno che non si ripete in nessuna altra parte del mondo, tant’è che l’Italia coltiviamo la vite dall’estremo Nord all’estremo Sud. Basti pensare alla Valle d’Aosta dove si coltiva a 1.200 metri in condizioni estreme, o alla Sibilai alle falde dell’Etna dove oggi si coltiva addirittura il Muller Thurgau, vitigno tipico delle zone nordiche.

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Cosa succede in Campania

Partiamo dalla nostra Penisola sorrentina dove vini come il Lettere e il Gragnano che una volta erano obbligatori sulle tavole dei nobili napoletani oggi si stanno riprendendo da un recente passato di abbandono..

Rossi frizzanti, briosi, freschi e fruttai da bere giovani sui nostri classici piatti tipo “salsiccia e friarielli” e non dimentichiamo la pizza. Perché no! Invece di bibite zuccherine di non adatto accompagnamento. Discorso questo da approntare soprattutto ai giovani.

Si tratta di due vini noti nei tempi antichi citati anche da Mario soldati, in alcune sue pagine.

Vino da “collina” rispetto ad altri rossi frizzanti prodotti nelle pianure del Nord Italia.

Questi due vini sono ottenuti da vitigni autoctoni campani quali aglianico, sciascinoso e piedirosso nei comuni di Gragnano , Pimonte, Lettere, Casola, e in parte Castellammare e Sant’Antonio Abbate. Vi citiamo una azienda in particolare che ha fatto compiere un piccolo salto di qualità a questi, “Grotta del Sole” che sulla bottiglia appone una fascetta nella quale scrive il nome dei contadini dai quali si rifornisce per l’uva.

 (max.migliorino@libero.it)

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